di circolomanifestotrieste

Verso il 18 giugno per uscire tutti dall’angolo

Alfonso Gianni (il manifesto 07.06.2017)

 

L’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari per un’alleanza popolare per la democrazia  e l’uguaglianza irrompe in un dibattito attorno alle prossime scadenze elettorali che si stava avvitando su sé stesso e cerca di spezzarne le logiche negative e ripetitivamente politiciste. Un tentativo quindi da sostenere con convinzione e con generosità. Da parte di tutti coloro, e sono molti ma finora dispersi, che ritengono che il problema nel nostro paese non sia la ricostruzione di un centrosinistra con o senza Renzi, ma di una sinistra politica strettamente intrecciata con una sinistra di popolo. Se la prima non esiste in modo sufficiente a reggere lo scontro, la seconda ha avuto modo di manifestarsi ogni volta che le si è data la possibilità di farlo. E’ successo il 4 dicembre, quando quella sinistra ha saputo sviluppare un momento egemonico su tutto il variegato schieramento che ha determinato la vittoria del No – di per sé non tutto ascrivibile al campo della sinistra –  grazie ai contenuti democratico progressivi e sociali del nostro testo costituzionale. E’ successo nella partecipazione alla raccolta delle firme per i referendum sui voucher, violentato dall’incredibile decisione governativa di riproporli sottraendoli tanto al giudizio popolare quanto a quello della Corte di Cassazione che avrebbe dovuto valutare la congruità del nuovo testo a soddisfare il quesito referendario (e ovviamente avrebbe detto di no con la conseguenza che il referendum si sarebbe tenuto nei tempi previsti). Lo si è visto nel nuovo protagonismo dei movimenti femminili, in particolare nello sciopero internazionale dell’8 marzo, che ha segnato un punto di svolta qualitativa per tutte e per tutti. Si è manifestato anche quando il voto delle lavoratrici e dei lavoratori ha saputo respingere il ricatto – “o così o chiudo” – cui i sindacati avevano purtroppo piegato il capo, come nel caso Alitalia. Questa sinistra di popolo senza ancora una consistente e articolata soggettività politica non può e non deve trovarsi privata almeno di una rappresentanza istituzionale a causa di una legge elettorale che con il combinato disposto del voto congiunto e dello sbarramento al 5% intende celebrare i fasti del voto utile a vantaggio della esclusiva presenza dei quattro partiti maggiori in Parlamento. Né può essere vittima della incapacità dei vari gruppi dirigenti di quel tanto o di quel poco di  sinistra organizzata che c’è di trovare un’intesa politico e programmatica che garantisca un esito non autodistruttivo nella presentazione elettorale. Ci sono due modi sicuri per ottenere un simile risultato negativo, che peraltro non sarebbe una novità e per questo ancor più grave.  Il primo è ritenere che una singola forza possa farcela da sola, o al massimo allargando un poco delle maglie della propria organizzazione a qualche ospite di passaggio. In altri luoghi della nostra Europa vicende recenti e recentissime dimostrano esattamente il contrario. Non è correndo verso il centro e omologando conseguentemente programmi e profili  che si vince. Il secondo è quello di riproporre logiche, nei contenuti – il ritorno al centrosinistra e alle politiche che ha generato in splendido stile social liberista, dal Jobs act ai decreti Minniti-Orlando, per limitare gli esempi – e nelle modalità – gli accordi con il bilancino per la composizione delle liste. Spesso le due modalità si trovano assieme per fare il massimo danno. Falcone e Montanari centrano la loro proposta sul tema del contrasto alle diseguaglianze. Ed hanno ragione. Questione del nostro tempo, come amplissimamente documentato, e termometro sicuro per misurare il grado di infelicità che coinvolge la stragrande maggioranza delle persone. Tema che parla al singolo come al molteplice. Che può essere declinato in molti modi, da quello strettamente economico, a quello sociale; dal grande tema dei migranti, anch’esso più che mai questione del nostro tempo, a quello della sfera dei desideri e delle aspettative di vita e di lavoro delle giovani generazioni. Non è un appello isolato. Il 18 giugno avremo l’occasione di mostrare che la sinistra se ancora non esiste in modo compiuto, non ha mai smesso di esserci. Non manchiamola. 

Anna Falcone, Tomaso Montanari

https://ilmanifesto.it/unalleanza-popolare-per-la-democrazia-e-luguaglianza/

Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza

Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive. La parte di tutti coloro che da anni non votano perché non credono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana: coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario; coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti o pensioni da fame.

La grande questione del nostro tempo è questa: la diseguaglianza. L’infelicità collettiva generata dal fatto che pochi lucrano su risorse e beni comuni in modo da rendere infelici tutti gli altri.

La scandalosa realtà di questo mondo è un’economia che uccide: queste parole radicali – queste parole di verità – non sono parole pronunciate da un leader politico della sinistra, ma da Papa Francesco. La domanda è: «E’ pensabile trasporre questa verità in un programma politico coraggioso e innovativo»? Noi pensiamo che non ci sia altra scelta. E pensiamo che il primo passo di una vera lotta alla diseguaglianza sia portare al voto tutti coloro che vogliono rovesciare questa condizione e riconquistare diritti e dignità.

Per far questo è necessario aprire uno spazio politico nuovo, in cui il voto delle persone torni a contare.

Soprattutto ora che sta per essere approvata l’ennesima legge elettorale che riporterà in Parlamento una pletora di “nominati”. Soprattutto in un quadro politico in cui i tre poli attuali: la Destra e il Partito Democratico – purtroppo indistinguibili nelle politiche e nell’ispirazione neoliberista – e il Movimento 5 Stelle o demoliscono o almeno non mostrano alcun interesse per l’uguaglianza e la giustizia sociale.

Ci vuole, dunque, una Sinistra unita, in un progetto condiviso e in una sola lista. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra, aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile. Un progetto capace di dare una risposta al popolo che il 4 dicembre scorso è andato in massa a votare “No” al referendum costituzionale, perché in quella Costituzione si riconosce e da lì vorrebbe ripartire per attuarla e non limitarsi più a difenderla.

Per troppi anni ci siamo sentiti dire che la partita si vinceva al centro, che era indispensabile una vocazione maggioritaria e che il punto era andare al governo. Da anni contempliamo i risultati: una classe politica che si diceva di sinistra è andata al governo per realizzare politiche di destra. Ne portiamo sulla pelle le conseguenze, e non vogliamo che torni al potere per completare il lavoro.

Serve dunque una rottura e, con essa, un nuovo inizio: un progetto politico che aspiri a dare rappresentanza agli italiani e soluzioni innovative alla crisi in atto, un percorso unitario aperto a tutti e non controllato da nessuno, che non tradisca lo spirito del 4 dicembre, ma ne sia, anzi, la continuazione.

Un progetto che parta dai programmi, non dalle leadership e metta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione.

Un progetto che costruisca il futuro sull’economia della conoscenza e su un modello di economia sostenibile, non sul profitto, non sull’egemonia dei mercati sui diritti e sulla vita delle persone.

Un progetto che dia priorità all’ambiente, al patrimonio culturale, a scuola, università e ricerca: non alla finanza; che affronti i problemi di bilancio contrastando evasione ed elusione fiscale, e promuovendo equità e progressività fiscale: non austerità e politiche recessive.

Un simile progetto, e una lista unitaria, non si costruiscono dall’alto, ma dal basso. Con un processo di partecipazione aperto, che parta dalle liste civiche già presenti su tutto il territorio nazionale, e che si apra ai cittadini, per decidere insieme, con metodo democratico, programmi e candidati.

Crediamo, del resto, che il cuore di questo programma sia già scritto nei principi fondamentali della Costituzione, e specialmente nel più importante: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese» (art. 3).

È su questa piattaforma politica, civica e di sinistra, che vogliamo costruire una nuova rappresentanza. È con questo programma che vogliamo chiamare le italiane e gli italiani a votare.

Vogliamo che sia chiaro fin da ora: noi non ci stiamo candidando a guidarla. Anzi, non ci stiamo candidando a nulla: anche perché le candidature devono essere scelte dagli elettori. Ma in un momento in cui gli schemi della politica italiana sembrano sul punto di ripetersi immutabili, e immutabilmente incapaci di generare giustizia ed eguaglianza, sentiamo – a titolo personale, e senza coinvolgere nessuna delle associazioni o dei comitati di cui facciamo parte – la responsabilità di fare questa proposta. L’unica adeguata a questo momento cruciale.

Perché una sinistra di popolo non può che rinascere dal popolo.

Invitiamo a riunirsi a Roma il prossimo 18 giugno tutti coloro che si riconoscono in questi valori, e vogliono avviare insieme questo processo.

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