Un aggiornamento sulla Grecia.

di circolomanifestotrieste

Un aggiornamento sulla Grecia:
Misure e contro-misure di 3,6 miliardi per due anni, ripristino della contrattazione collettiva, dello stato sociale e negoziazione subito sul debito
di Argiris Panagopoulos

“Abbiamo fumata bianca”, ha detto alle sei del mattino ai giornalisti il Ministro delle Finanze greco Euklides Tsakalotos presentando l’accordo raggiunto con i creditori che per la prima volta prevede equivalenti misure negative e positive, dal momento che offre alla Grecia la possibilità di uscire dal commissariamento, di entrare nel Qualitative Easing della BCE, di trattare la diminuzione del debito prima delle elezioni tedesche, di ripristinare la contrattazione collettiva e di istituire, per prima volta, uno vero stato sociale. L’accordo per la seconda valutazione è stato definito per il momento in via preliminare, in attesa dell’accordo anche per il debito. Nell’Eurogruppo del 22 Maggio prossimo sarà votato l’accordo complessivo – staff level agreement.
Il Ministro delle Finanze aveva accettato nel febbraio scorso, di prendere delle misure corrispondenti al’1% del PIL nel 2019, al’1% del PIL nel 2020, cioè misure per 1,8 miliardi per il 2019 e altri 1,8 miliardi per il 2020, solamente a condizione che contemporaneamente si fossero potute prendere misure equivalenti ma di segno positivo per la società. Questa è stata una novità, perché nessuno prima aveva mai detta o applicato (prospettato) questa condizione.
Tsakalotos ha affermato stamattina che l’accordo rappresenta un compromesso e il tetto per il surplus sarà fissato quando si concluderanno nei prossimi giorni le trattative per il debito. “Nessuno ha ora alibi per non parlare del debito”, ha detto Tsakalotos, sostenendo la ferma posizione del governo greco, per la quale qualsiasi accordo deve partire dalla sostenibilità del debito, dalla fine dell’austerità, del commissariamento e dell’esclusione del paese dai mercati finanziari. Secondo Tsakaloos le misure e le contro-misure saranno votare entro il 13 di maggio dal parlamento greco e il 22 maggio dall’Eurogruppo insieme con la tranche di 7 miliardi di finanziamento.
L’accordo, raggiunto al termine di durissime trattative e ricatti, prevede misure che naturalmente non piacciono a SYRIZA, perché prevede la diminuzione delle pensioni, del tetto per i redditi tassati, però contestualmente per la prima volta tali misure negative saranno affiancate da equivalenti misure positive per gli strati sociali più colpiti dalla crisi. Per Tsipras e il governo greco è chiaro che non saranno le stesse persone quelle che beneficeranno delle contro-misure rispetto a quelle stesse che saranno colpite dalla diminuzione delle pensioni ad un terzo dei pensionati.

Le misure dell’accordo:

*Dal 1.1.2019 si taglia del 18% la “differenze personale” delle pensioni. In Grecia ci sono quasi 2,5 milioni di pensionati. Con il taglio di una parte della “differenza personale” quasi un terzo dei pensionati vedrà diminuire la sua pensione da pochi euro fino anche a più di 300 euro, cosa in cui consiste la cosiddetta “differenza personale”, la differenza delle pensioni tra quelli che sono andati in pensione prima della riforma dell’anno scorso e quelli che sono usciti dopo, interessa alcuni dei Fondi e Istituto di pensioni. Per esempio l’ente pensioni di IKA, dal quale la maggioranza della gente percepisce la pensione, non presenta questa “differenza personale”. Per i pensionati di IKA la diminuzione potrà arrivare ad un massimo di 5 euro. Ma altri enti di pensioni hanno delle differenze, come i commercianti, gli ingegneri, gli avvocati, i pensionati statali di alto rango. Dalla diminuzione delle “differenza personale” del 18% si prevede che in media una pensione per queste categorie diminuirà del 9%.
*Dal 1.1.2020, o dal 2019 nel caso in cui il governo greco con raggiungesse gli obbiettivi stimati, sarà diminuito dagli attuali 8.636 euro a 5.682, il tetto del reddito imponibile per pagare le tasse, il che significa che le persone interessate dovranno pagare 65 euro di tasse.
*Dal 2018 si prevedono misure per 447 milioni di euro sui sussidi e un abolizione dello sconto per le spese mediche.
*Nel settore pubblico saranno diminuito il numero delle persone con contratti di lavoro a breve termine dai 49.448 del 2016, ai 49.104 per il 2017, per arrivare ai 48.420 nel dicembre del 2019. Il rapporto attuale di una assunto ogni cinque dipendenti collocati in pensione diminuirà ad una assunzione ogni tre pensionamenti, nel caso in cui il governo greco raggiungerà gli obbiettivi.
*Si vende dal 30% al 40% delle stazioni di produzione di energia elettrica con carbone di DEH e il 17% della società attraverso il TAIPED.
*I negozi nelle zone turistiche e nei mesi del turismo saranno aperti anche la domenica e le medicine senza ricetta potranno essere vendute dai supermercati.
*Fino alla scadenza dell’accordo del luglio del 2015 fissata per luglio del 2018 rimane in vigore il quadro delle rapporti di lavoro contenuto nei Memorandum firmati dai governi di Nuova Democrazia e del Pasok, che vietano l’estensione dei contratti settoriali. Però si aboliscono da subito i licenziamenti collettivi e sostituiti, per il momento, con un sistema di preavvisi di licenziamento. I datori di lavoro perdono la possibilità di “contro-sciopero” – lock out, non si sarà la libertà di licenziamenti collettivi che voleva il Fmi, che per il momento “rimarrà” al 5%. Mentre dal settembre del 2018 il governo greco potrà cominciare di legifera la estensione del “migliore contratto” per ogni settore, rispristinando di fatto la contrattazione collettiva dopo la scadenza dell’accordo del luglio del 2015.
*Le misure positive saranno applicate dal 2019 se il surplus supererà il 3,5% del PIL. Queste misure sono equivalenti di misure fiscali positive pari al 1% del PIL per il 2019 e di spesa pubblica del 1% del PIL per il 2020.

Misure positive

1. Diminuzione della tassazione

*Si diminuisce la tassazione alle imprese dal 29% al 26% dal 2019, con il costo per le entrate fiscali sul 0,2% del PIL.
*Diminuzione della tassazione sulle persone fisiche dal 22% al 20% dal 2019 per i redditi bassi, per arrivare di fatto ad annullare l’effetto della misura negativa dalla tassazione delle pensioni e degli agricoltori, con costo per le entrate fiscali del 0,5% del PIL.
*Progressiva diminuzione della tassa di solidarietà
*Ricalcolo della tassa sugli immobili ENFIA, con un minimo costo per le entrate dello Stato 0,1% del PIL o 200 milioni.

2. Spesa sociale

*Aumento dei sussidi per la casa del 0,2% del PIL. Inoltre si diminuisce fortemente il costo delle case popolari per 32.000 famiglie o quasi 100.000 persone, con il calcolo del costo al metro quadrato portato sotto i 500 euro dagli attuali 735 euro.
*Pasti gratuiti al 50% degli studenti delle scuole elementari e del ginnasio, del 0,1% del PIL.
*Istituzione di 1.800 asili nido per 45.000 bambini, il 0,15% del PIL. Un terzo dei bambini fino ai 4 anni sarà coperto dalla rete degli asili nido dello Stato e la possibilità di accesso sarà in base al reddito. Saranno creati 1.800 asili nido nel paese, per le famiglie che non possono pagare un asilo nido privato. Così ci saranno 30.000 bambini di più negli asili nido pubblici nel 2019 e altri 15.000 in più nel 2020. Questa misura costerà 160 milioni. Oggi lo stato eroga voucher per 95.000 bambini, che frequentato asili nido pubblici o privati.
*Diminuzione del contributo per le medicine per tutti, pari allo 0,1% del PIL. Chi ha redditi fino ai 770 euro al mese riceverà medicine senza pagare alcun contributo, (il 40 dei pensionati rientra in questa fascia di reddito), da 701 euro fino ai 1200, il contributo sarà diminuito del 50%.
*Aiuto per l’affitto fino a 1000 euro l’anno per 800.000 famiglie.
*Raddoppio dei sussidi per i figli, con forte aumento del sussidio per il primo e il secondo figlio, con un costo di 260 milioni di euro.
*Creazione di posti di lavoro, con un costo di 250 milioni di euro.
*Misure di investimenti per 260 milioni di euro.

Investimenti pubblici

*per l’energia, l’agricoltura, ecc. pari al 0,2% – 0,3% del PIL.
*politiche energetiche per il mercato del lavoro, pari al 0,1% – 0,2% del PIL.

Reddito Sociale di Solidarietà

L’accordo non riguarda il cosiddetto “Reddito Sociale di Solidarietà” che prevede il sostegno fino a 200 euro al mese per famiglia o a quasi 200.000 nuclei famigliari o 440.000 persone, che nei prossimi mesi potranno superare le 500.000 persone, oltre al sostegno in servizi, come l’energia e l’acqua gratuite o con tariffe agevolate in base al reddito, il trasposto gratuito per i disoccupati, e generi alimentari per i bisognosi, ecc.

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