Nuova riunione “per una Coalizione sociale, a Trieste”

di circolomanifestotrieste

Salve a tutti voi, dopo la prima riunione del 28 agosto scorso c’eravamo impegnati a ritrovarci entro un mese, ed ecco fissata la riunione di verifica per giovedì 1 ottobre alle 18, in via Valdirivo 30 2° piano presso il multicultura center.
Nel frattempo, alcuni studenti dell’UDS hanno partecipato alla riunione romana della Coalizione il 13 settembre, dov’è stata fissata la data dell’attesa manifestazione nazionale, per sabato 17 ottobre.
In preparazione della nostra partecipazione eventuale all’iniziativa, e discutere di iniziative incentrate su non meno importanti esigenze locali, si ricorda che è in corso la costruzione d’iniziative referendarie (NoTriv in particolare) mentre si è attivato un nuovo Coordinamento nazionale per la Democrazia Costituzionale.
Si rimanda al report della riunione precedente, qui di seguito riportato, per ricordare i vari eventi succedutisi. Mentre avanza l’emergenza migranti, che pochi ancora riconoscono quale frutto perverso delle guerre e della miseria, alimentate anche da noi in varie parti del mondo.
A seguire – in fondo alla mail – il documento di convocazione della Coalizione sociale, risalente all’assemblea romana di giugno scorso.
Con cortese richiesta di diffusione alle vostre reti. Alessandro Capuzzo e Andrea Nicolini

Report della riunione per una Coalizione sociale a Trieste –
Si è svolta venerdi 28 agosto in Via valdirivo 30 la riunione per la Coalizione Sociale, un primo momento di incontro fra esponenti di associazioni, movimenti, comitati, cittadini e rappresentanti di partiti per valutare le ragioni e le possibilità di dare vita, nella realtà cittadina, ad una prima esperienza aggregativa di carattere civico, le cui finalità ” di riunificare e ricostruire i diritti di cittadinanza , delle donne e degli uomini, nel lavoro e nella vita, di ricucire lo strappo che si è creato nel tessuto sociale e quindi di rafforzare la democrazia” possano essere raggiungibili promuovendo un percorso comune, praticando nuove forme di solidarietà, di mutualismo, cooperazione, e rivitalizzando la partecipazione alla vita pubblica; anche mettendo in comune esperienze di azione , pratiche sociali, intelligenze individuali e collettive, e competenze specialistiche culturali e professionali.
La proposta politica avanzata dal leader della Fiom Maurizio Landini è stata citata, raccolta e riproposta, con diversi accenti e sfumature , negli interventi che hanno fatto seguito alla presentazione di Andrea Nicolini ( UDS ) e di Alessandro Capuzzo ( Comitato Pace ). Assieme alla necessità di una difesa comune delle norme Costituzionali, anche attraverso una nuova spinta referendaria, e di costruzione di interconnessioni tra gli argomenti di attività delle associazioni.
Alla riunione iniziata alle ore 18 e protrattasi sino alle ore 21 hanno partecipato 22 persone.Erano diversamente rappresentati l’ ARCI , la Federazione Anarchica , la FIOM Cgil di Trieste, il PRC, il PCdI, il Centro delle Culture, LegAmbiente , L’ APCS e l’ AltraEuropa con Tsipras , Sinistra Anticapitalista.
La necessità di individuare o almeno delineare, sin dall’ inizio del confronto una metodologia di lavoro, i punti fondamentali di un programma , le prossime scadenze di lotta , le modalità di partecipazione e condivisone del percorso possibile hanno quindi decisamente condizionato l’ evoluzione del dibattito negli interventi che si sono succeduti.Da in lato l’ esigenza di individuare le priorità politiche ( Difendere la democrazia e la Costituzione ; recuperare lo spirito partecipativo dei Referendum; nuove forme di mutualismo, partecipazione ed associazionismo; reddito di dignità e redistribuzione della ricchezza) e di declinare le possibilità di aggredirne le soluzioni sul versante nazionale e locale, dall’ altro il presupposto del COME praticarne gli obiettivi, oggi messi in evidenza dal perpetuarsi della crisi.
“I partiti non c’ entrano” – ha sottolineato nel suo intervento Stefano Borini – e la precisazione era dovuta se non giustificata, dalle diverse opzioni che sul tema delle alleanza e della costruzione della coalizione sociale che si vorrebbe realizzare, a suo tempo si erano assunte, ripartendo dalle persone e non dagli apparati, dagli uomini e dalle donne e non dai ceti politici, distinguendo tra associazioni, movimenti, sindacati e comitati, cioè tra una soggettività sociale che non trova piu’ accoglienza nè cittadinanza nella forma partito tradizionale, ed una ” necessità di unirsi, fare rete, coalizzarsi ” in una forma innovativa e radicale, per superare certo in tempi non brevi ma sicuramente non biblici, l’attuale idea di società fondata su individualismo, competizione, consumismo e mercato.
Il documento della Fiom di Trieste “Lavoro e Diritti” è stato proposto quale punto di partenza per un lavoro ad hoc. A Trieste si contano piu’ di 9000 disoccupati; servono risposte immediate, non politiche di ordinaria amministrazione ed è dal lavoro – è opinione condivisa dalla stragrande maggioranza dei partecipanti – che si deve partire: da quello che non c’è, dal lavoro nero ( Raffaela ) dal lavoro col voucher , dal lavoro intellettuale ( il comitato per la LIP ha dimostrato che si possono fare battaglie sul tema dei diritti e dei saperi, della scuola pubblica e della didattica, dell’ edilizia scolastica e della contestazione della precarietà ), dal lavoro per l’ ambiente, che va rivendicato ed indicato come base per un altro modello di sviluppo: ma è importante avere conoscenza dei problemi locali e partire da essi ( Lino ).
A Trieste infatti la crisi ha prodotto quattro emergenze : occupazione, ambiente, casa e welfare , quindi è logico che, se si vuole ragionare per rendersi utili in questa circostanza, l’ invito ( Ivano ) non può che essere di “costruire una iniziativa collettiva”, perchè da soli non siamo sufficienti. La coalizione può essere anche un’ opportunità in tal senso. Fare rete, comunicare, agire.
Per Marino, l’Associazione per la Costituente della Sinistra è disposta a lavorare su questi obiettivi; a costruire insieme iniziative e progetti che aiutino soluzioni positive alle emergenze cittadine. Non si pensa a una finalità elettoralistica ma ad agire per una iniziativa tutta da costruire, che non lasci sguarnito un presidio di civiltà oggi occupato da populismi, affarismo e xenofobia.
Elisabetta propone iniziative di solidarietà concreta coi migranti in arrivo in città. Federico ricorda la manifestazione in solidarietà alla Resistenza curda organizzata dal Coordinamento Libertario Regionale FVG a Trieste sabato 12 settembre; mentre Luciano informa delle due iniziative promosse dal Comitato Danilo Dolci: il 18 settembre alle ore 17 in Piazza Unità in commemorazione delle vittime delle Leggi Razziali, ed il 21 settembre per la Trieste Multietnica in piazza. Andrea sarà a Roma assieme ad altri dell’UDS il 13 settembre per l’ assemblea nazionale della Coalizione sociale e riferirà al ritorno; infine il 4 settembre alle ore 18 alla LOVAT, si svolgerà una iniziativa contro il TTIP organizzata dal circolo del Manifesto, cui partecipa Monica Di Sisto.Andrea informa dell’intenzione dell’UDS di aprire una vertenza sugli Spazi di mutualismo giovanile. Alessandro propone la ripresa della fortunata iniziativa per il recupero del sito degradato in Val Rosandra, affinchè possa tornare col tempo al suo livello di Sito protetto d’interesse europeo. Fabio ha proposto un appello di solidarietà al popolo greco in opposizione al nuovo memorandum.
Alla riunione ha partecipato Peter Behrens segretario provinciale del PRC, che ha invitato a non demonizzare la figura dei partiti, e coglierne quanto di buono ne viene dal patrimonio ideologico e dalla struttura organizzata. Il segretario regionale del PCdI Stojan Spetic ha ricordato la necessità di mobilitarsi per difendere la Costituzione, qui aggredita anche a livello regionale dalla Giunta Serracchiani; per cui ritiene necessario un referendum che bocci la “riforma” degli Enti locai, che mira a depotenziare il ruolo dei cittadini ed il funzionamento della democrazia.
La riunione si chiude alle ore 21, ci si aggiorna alla terza decade di settembre. Verranno nel frattempo raccolti i dati delle persone interessate a partecipare, che vengono invitate a pronunciarsi in merito rispondendo alla presente. Sarà stimolata la nascita di gruppi di lavoro sugli argomenti citati, e di un’eventuale mailing list di collegamento.
A cura di Marino Calcinari, Alessandro Capuzzo e Andrea Nicolini

                     PER LA COALIZIONE
Associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme d’ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti, decidono oggi di promuovere un cammino comune. In una società fondata sull’individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi. Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia. Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l’impegno.
In questi anni le politiche europee e dei governi nazionali hanno liberalizzato il mercato del lavoro, ridotto gli spazi di cittadinanza, privatizzato la formazione, la sanità, i beni comuni e i servizi pubblici, avvelenato città e territori, impedito ogni politica industriale, ogni valorizzazione della conoscenza per tutti. Con l’obiettivo dichiarato di uscire dalla crisi.
Così non è stato: il lavoro manca o è sempre più precario e povero, anche il lavoro autonomo e le professioni soffrono profondamente gli effetti della crisi, mentre quelle politiche hanno indebolito la democrazia, affidando a organismi tecnocratici il governo della vita concreta delle persone, dei loro bisogni e speranze. In Europa e in ogni suo singolo paese ricchezza e potere sono sempre più concentrati nelle mani di pochi e aumenta il numero di coloro che sono spinti sotto la soglia della povertà. La corruzione e l’economia illegale sono ormai parti costitutive di un modello di società in cui le persone e l’ambiente sono sempre più una variabile del mercato, saccheggiando le risorse del pianeta e modificandone il clima.
Ciascuno di noi, in questi anni, in associazione o da solo, ha fatto i conti con tutto questo, provando a difendere i diritti che altri prima di noi avevano conquistato e che consideravamo storicamente acquisiti e i principi della nostra Costituzione, mai pienamente applicata e oggi progressivamente stravolta. È arrivato il momento di rivitalizzare la partecipazione alla vita pubblica sulla base di alcuni fondamentali valori e obiettivi.
Il lavoro non è una merce ma un diritto per tutti, base di un’esistenza libera e dignitosa; l’ambiente e i beni comuni vanno tutelati, come patrimonio collettivo non privatizzabile, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sviluppo locale, fonti di uno sviluppo e di un sistema energetico diversi per migliorare la qualità della vita di ciascuno; il diritto alla salute, all’istruzione, alla cultura, alla casa, alla pensione e all’assistenza devono essere assicurati a tutti da un sistema pubblico ed efficiente per costruire l’uguaglianza nella cittadinanza anche attraverso un fisco più equo e coerente con i principi costituzionali; per ridurre le disuguaglianze va garantito un reddito che metta le persone al riparo dalla povertà; il superamento del divario Nord-Sud è un obiettivo irrinunciabile di un paese più giusto; i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle minoranze vanno tutelati promuovendo diritti di cittadinanza uguali per tutti; le mafie, le economie criminali, la corruzione vanno combattute con leggi adeguate, con la confisca e l’uso sociale dei beni, con politiche che trasformino la società della diseguaglianza e dei privilegi in società dei diritti e delle opportunità; la scuola va rimessa al centro dell’attenzione politica e ripensata, oltre che nei saperi, nella sua funzione formativa; la Costituzione va applicata per renderla davvero operativa; è necessario che l’Italia si adegui alle più avanzate legislazioni europee riformando il codice penale e abolendo i maltrattamenti inumani nelle carceri; l’Europa va sottratta alle logiche tecnocratiche che con il ricatto del debito impongono politiche d’austerità e riportata al senso di solidarietà, di collaborazione, di pacifica e rispettosa convivenza tra i popoli, nel ripudio della guerra e di ogni forma di xenofobia e razzismo, nella condivisione di opportunità e di comune crescita culturale. La risposta alla crisi climatica può diventare il volano di un nuovo modello di sviluppo liberato dalla dipendenza delle fonti fossili, dal saccheggio del pianeta e che comprenda la conversione dal modello agroindustriale a produzioni agroecologiche.
A partire da questi obiettivi proponiamo alle associazioni, ai movimenti, ai sindacati, ai singoli cittadini di mettere in comune esperienze di azione, volontariato, mutualismo, competenze, intelligenze per affrontare in modo solidale nei luoghi di vita e lavoro un cammino che con la partecipazione e il protagonismo delle persone conquisti giustizia e dignità: la coalizione sociale, con l’obiettivo di riunificare e ricostruire i diritti di cittadinanza delle donne e degli uomini nel lavoro e nella vita, di ricucire lo strappo che si è creato nel tessuto sociale e quindi di rafforzare la democrazia.
Non lasciare nessuno da solo è la prima ragione che ci porta a intraprendere questo percorso per cambiare il paese e l’Europa, formulare proposte e batterci per un’alternativa concreta alle divisioni e alle solitudini in cui ogni persona rischia di essere abbandonata. Vogliamo dimostrare – come ha compreso il movimento delle donne – che si può far politica attraverso un agire condiviso tra soggetti diversi, rimotivare le persone a occuparsi dell’interesse generale nello spazio pubblico – al di fuori e non in competizione rispetto a partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali – realizzando un modello d’impegno che si manifesti e qualifichi a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e si caratterizzi per il fatto che ciascuno di noi offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare.
http://www.coalizione-sociale.it/

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