Hiroshima mon amour.

di circolomanifestotrieste

広島市 Hiroshima mon amour, 70 anni dopo – Trieste, Capodistria, Aviano
ATOMIC SOUND AND POETRY – GIOVEDI’ 6 AGOSTO 2015 in piazza VOLONTARI GIULIANI tra il Viale e via Giulia, ci troviamo per ricordare … respirare … dibattere … poetare … riflettere.
Ore 19.00  Tecniche di respirazione CHIKUNG (pratica di lunga vita) a cura di EMAS – Italia tenuto da Cristian Vannicola
Ore 19.30 ANCORA OGGI IL NUCLEARE MILITARE E CIVILE DESTA PREOCCUPAZIONE: bombe atomiche USA ad Aviano – centrale di Krško – navi militari a propulsione nucleare nei porti di Trieste e Capodistria
QUALE PROTEZIONE CIVILE E PIANI D’EMERGENZA IN CASO DI INCIDENTE ? Intervista all’Assessore all’ambiente del Comune di Trieste Umberto Laureni, e incontro col dottor Franco Rotelli presidente della Commissione Sanità nella Regione FVG e con l’ex sindaco di Capodistria ed eurodeputato sloveno Aurelio Juri.
Banchetti a Km 0 con mini degustazioni
Ore 20.40 CONCERTO POETICO
Improvvisazioni musicali dei FREE MUSIC e Letture poetiche a tema di RAFFAELA RUJU – TONY PICCINI ed ALTRI
Ore 22.00
Proiezione del Film LE GRU DI SADAKO
Per info: cell. – 345 5983725 / 338 1652364 / 338 2118453 • e-mail –  prolocosgc@libero.it / ilponte.ts@alice.it /comitatodanilodolci@libero.it
SABATO 8 AGOSTO verrà ricordata la seconda tragedia nucleare di Nagasaki del 9 agosto 1945, nella ricorrenza del settantesimo da quell’inutile massacro. L’iniziativa si svolgerà accanto all’albero di kako – discendente dall’unica pianta superstite dell’olocausto. L’evento si svolgerà come ogni anno nei pressi di villa Renner all’inizio del parco culturale di San Giovanni . L’orario sarà visionabile sulla pagina Facebook: Comitato Pace Danilo Dolci – Trieste
DOMENICA 9 AGOSTO Vallenoncello di Pordenone, partenza in bici ore 9 – AVIANO, BASE USAF 10.30, MEMORIA DELLE VITTIME DI NAGASAKI. Sindaci, Amministratori, Associazioni e Cittadini sono invitati a partecipare alla cerimonia organizzata da Beati i Costruttori di Pace.
SCHEDA – I PORTI NUCLEARI MILITARI DI TRIESTE E CAPODISTRIA – Un problema di sicurezza per l’area nord adriatica
Trieste è nell’elenco dei porti messi a disposizione dal Governo italiano per il transito e la sosta di navi e sommergibili a propulsione nucleare di flotte alleate. Come imposto dalla Legge e dalle Direttive europee, e dopo le richieste avanzate da ambientalisti pacifisti e sindacato, la Prefettura di Trieste ha emesso nel 2007 un Piano di emergenza in caso d’incidente nucleare militare.
L’Italia aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare. Non è dato sapere peró se armi di distruzione di massa siano presenti sulle navi ospiti, mentre i reattori nucleari militari vincolati ovviamente dal segreto, non risultano essere sottoposti alle norme di sicurezza previste negli impianti nucleari civili. Fatto anacronistico visto che l’Italia s’è espressa due volte contro il nucleare coi referendum.
La Provincia è stata il primo Ente locale a chiedere di derubricare Trieste dall’elenco dei Porti militari nucleari, seguita dai Comuni di Sgonico/Zgonik, Muggia e Monrupino/Repentabor; che assieme ai Comuni di S.Dorligo della Valle / Dolina e di Trieste, hanno aderito alla 2020 Vision per un mondo libero da armi nucleari promossa dal Sindaco di Hiroshima. Grazie ad iniziative come la 2020 Vision, ben 2/3 delle terre emerse sono definibili come zone “nuclear free” in base a trattati regionali specifici, che si possono estendere anche al mare Adriatico.
Capodistria, l’unico Porto Sloveno, insiste sul Golfo di Trieste ed è divenuto scalo di naviglio militare nucleare dopo l’adesione della Repubblica di Slovenia alla Nato. Attraverso la modifica del Codice marittimo sloveno, che proibiva al naviglio a propulsione nucleare l’accesso in porto. Nella riunione della Tavola Interconfinaria per la Pace ospitata dal Comune di Koper / Capodistria, copia delle delibere degli Enti locali e dei Piani di emergenza triestini sono stati consegnati al Vicesindaco di Capodistria e ai responsabili del Porto sloveno.
La manifestazione antinucleare Pace in Bici promossa da Beati i costruttori di pace, è partita nel 2010 da Trieste e nel 2012 da Parenzo ed è giunta nell’anniversario di Nagasaki ad Aviano – dove la base sede di ordigni nucleari è priva di Piani di emergenza per la popolazione in caso d’incidente – ed è passata attraverso il litorale istriano e triestino, permettendo a diversi Comuni Sloveni e Croati di aderire alla già citata 2020 Vision
Nella Regione Friuli Venezia Giulia che ha vissuto intensamente l’esperienza del disastro di Chernobyl, è stato particolarmente sentito l’allarme per l’incidente accaduto alla centrale di Krsko – al confine fra Slovenia e Croazia a soli 130 km da Trieste – che ha avuto ampia risonanza in Europa. Cosí anche per il disastro di Fukushima, accaduto alla vigilia del voto sul secondo referendum nucleare, che ha riproposto l’incubo vissuto con Chernobyl. È da segnalare infine un recente utilizzo associato dei porti nucleari di Trieste e Capodistria, in occasione del trasporto di scorie radioattive provenienti da Ispra e imbarcate a Trieste, su di una nave contenente altre scorie militari imbarcate a Capodistria e provenienti dall’Ungheria. Stando alle comunicazioni ufficiali, il tutto è stato spedito negli Stati Uniti.
a cura di Alessandro Capuzzo del Comitato pace convivenza e solidarietà “Danilo Dolci”
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