Comunicato FILT-CGIL (portuali)

di circolomanifestotrieste

COMUNICATO

Si è tenuto il 26 maggio l’attimo nazionale della Filt delle strutture territoriali e delle rsa portuali.

Una estesa partecipazione da tutte le regioni, un dibattito reale e approfondito, la consapevolezza di essere alla vigilia di decisioni che cambieranno l’attuale assetto normativo ed economico del settore e dei molti rischi che vi sono insiti.

Siamo convinti che sfida per il recupero di livello adeguato di competitività del sistema trasportistico nazionale passa attraverso azioni concrete e condivise volte a migliorarne sia la qualità che l’efficienza.

E questo, deve essere chiaro, non è il bisogno esclusivo di tal ministro o di un qualche governo ma dell’intero Paese e quindi anche del mondo del lavoro che rappresentiamo.

Sino ad oggi abbiamo assistito ad una sequenza di annunci, il più delle volte a mezzo stampa che hanno certamente raggiunto l’obiettivo mediatico desiderato ma hanno anche sterilizzato la possibilità del confronto suscitando legittime ansie rispetto al futuro.

È iniziato quindi un indegno balletto di informazioni sottotraccia che ci ha costretti a rincorrere “testi in bozza”, più o meno credibili, dai contenuti mai smentiti e ritenuti dalle OO.SS. assai preoccupanti.

Inoltre – ed è utile ricordarlo – il Ministro Lupi istituendo il cd. “Comitato Scientifico” volle allora marcare una volontà politica di dubbio gusto con un “equilibrismo differenziato” tra datori di lavoro e lavoratori e questa situazione, divenuta insostenibile, ci portò a proclamare e a realizzare un primo sciopero nazionale di 24 ore dei porti e dei Servizi Tecnico Nautici lo scorso 6 marzo.

Attualmente registriamo, anche con il nuovo Ministro Delrio, una spiacevole continuità sul piano del metodo nelle relazioni sindacali.

Infatti, di recente e sempre a carattere informale, abbiamo avuto modo di conoscere quella che potrebbe sembrare una stesura definitiva del Piano Strategico Nazionale dei Porti e della Logistica (PSNPL) che, secondo alcuni organi di stampa ben informati, potrebbe essere licenziato dal C.d.M. entro la prossima settimana.

L’Attivo dei Quadri e Delegati della Filt-Cgil, riunito il 26 u.s., ha ritenuto il testo su citato incoerente sul piano degli indirizzi strategici necessari al Paese, citati nella sua stessa corposa premessa.

In particolare l’idea di andare alla costituzione di otto Autorità di Sistema per “accorpamenti di realtà contigue” riteniamo sia fondata su presupposti impropri, decisamente slegati dalla logica di razionalità ed efficienza al servizio dei mercati di riferimento.

Riteniamo tale proposta, se confermata, rivolta ad ottenere un consenso mediatico immediato, perché tocca il nervo scoperto della riduzione dei costi, che solleva però forti dubbi sulla reale funzione delle infrastrutture portuali in un’ottica di “ottimizzazione e di integrazione ” che, in questa dimensione, era e rimane un obiettivo primario anche per la Filt-Cgil.

Sembra quindi evidente la volontà di avviare una modifica dell’attuale assetto di governo del settore modificando in verticale ed orizzontale i poteri oggi assegnati al governo e alle autorità portuali dividendo in due il suo ruolo ed il suo potere attraverso gli accorpamenti tra Autorità di sistema e autorità portuale.

Forse sarebbe il caso di riconsiderare l’impianto generale partendo dalla individuazione dei porti “Core”, connessi alle reti TEN-T, indicati dalla Commissione Europea già recepiti anche dal dibattito Parlamentare fin qui svolto.

Restano ancora non chiarite le decisioni che verranno prese sul mercato del lavoro, le concessioni e i STN che sembrerebbe deciso di rinviare più in avanti la discussione.

È evidente che è fondamentale come si vorranno definire le concessioni, le gare per le attività economiche e di sevizio nel porto, il rapporto tra pubblico e privato. Da questo insieme di decisioni si comprenderà chi governerà i porti e se continueranno ad essere un fulcro economico legato al proprio territorio o se diverranno un insieme di attività autonome e prive di relazioni.

In tal senso vogliamo precisare che siamo per un modello di portualità regolamentato, non frammentato che punti ad accrescere il livello di professionalità attraverso una buona formazione anche a tutela dei lavoratori in merito alla sicurezza sul lavoro in un settore ancora, purtroppo, ad alto rischio.

Fattori, questi, che 20 anni fa furono condivisi e che hanno saputo governare i momenti più duri della riforma portuale del 1994 e ne hanno saputo gestire l’evoluzione positiva in termini di crescita economica e di traffici. Un modello che tenne insieme le esigenze del sistema paese, quelle del pubblico inteso come sistema di governo centrale e locale, quello delle nuove imprese economiche private, lo storico insediamento delle compagnie portuali, il lavoro attraverso un contratto di settore, l’unico contratto di sito oggi esistente, che ha impedito il dumping sociale.

La proposta del governo se sarà confermata rompe questo equilibrio e agendo adesso sulla governance e domani sul resto creerà un non governo di un sistema delicatissimo che rischia di passare dalla pace sociale al conflitto.

Il contratto di lavoro delle attività portuali, proprio perché e evidente l’idea di farlo divenire uno dei contratti applicabili nel futuro, va quindi oggi rinnovato alla sua naturale scadenza. Occorre riaffermare senza indugi il ruolo del Ccnl dei lavoratori dei porti come strumento di regolazione del mercato del lavoro in quanto rispondente alle specificità operative del settore.

Inoltre ha svolto un ruolo fondamentale per la ripresa dei traffici nel nostro Paese in linea, in alcuni casi superiore, ai livelli registrati nel Nord-Europa evitando meccanismi perversi di concorrenze sleali e al ribasso.

Un contratto di lavoro collocato in questa fase economica generale ed in questa fase specifica del settore è chiamato a scegliere quali contenuti e quali tempi di rinnovo.

L’attivo dei delegati portuali della Filt ritiene fondamentale costruire una ipotesi unitaria che possa dopo il passaggio con i lavoratori essere consegnata alle controparti.

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