di circolomanifestotrieste

LUNEDI 26 GENNAIO alle ore 16.30  ci ritroveremo in Piazza della Borsa per una breve riflessione sull’ esito del voto Grecia.
Mentre scriviamo queste note non possiamo prevedere l’ esito delle urne, ma,  aldilà di eventuali sorprese, un risultato politico è stato ottenuto dalla sinistra greca: quello di aver reso evidente e percorribile una soluzione diversa per uscire dalla crisi, fuori dal ricatto della troika, e senza cedere o inclinare al populismi o al nazionalismo.
Questo fatto è indiscutibile , e per questo ci ritroveremo a discutere ed a ragionare su come costruire una ipotesi di alternativa , di sinistra, in Italia.
L’ Associazione Politica per la Costituente della Sinistra invita  quanti il 25 maggio scorso hanno sostenuto e votato per la lista Tsipras, a venire  in piazza e  rendere visibile la concretezza di una speranza, che un cammino nuovo si è riaperto, per tutta la sinistra e i democratici, anche qui in Italia.

Marino Calcinari
portavoce
Associazione Politica per la Costituente della Sinistra
“Trieste per Tsipras”

CONOSCIAMO IL PROGRAMMA POLITICO DI SYRIZA?

Sabato 6 settembre scorso, alla FIERA INTERNAZIONALE di SALONICCO Alexis Tsipras ha illustrato ad un vasto pubblico, di cittadini , imprenditori , operatori economici qualificati , il programma di Syiriza per uscire dalla crisi e rinegoziare il debito.

Qualcuno di noi ne ha saputo qualcosa?

Solo oggi compare un articoletto nella rubrica di economia e finanza de “la Repubblica”, ma appunto la notizia è di piu’ di una settimana fa .

Ma se è per questo anche i cittadini greci hanno saputo poco o nulla , perchè quella notizia è stata di fatto oscurata anche dalla NERIT, la “ nuova “ TV di Stato, privatizzata dopo la chiusura dell’ ERT nel 2013.

Di fatto oggi la TV greca è gestita in proprio dal governo di larghe intese PASOK- NEA DEMOKRATIA , e l’ incidente in cui è incappato Tsipras non è stato niente affatto un incidente, tant’è che SYRIZA ha denunciato i vertici della NERIT, e sia l’ AD che il suo vice si sono dimessi.

Ma, in fin dei conti cosa aveva detto di tanto scandaloso Alexis Tsipras per meritare l’ ostracismo mediatico del governo?

( Almeno qui da noi un minimo passaggio televisivo gli è stato concesso quando si è recato a Cernobbio… ma qui non si vota a breve per le politiche mentre in Grecia sì e Syriza è data in testa ai sondaggi..)

Semplicemente Tsipras ha esposto il programma che intenderà praticare se il popolo greco gli darà la fiducia:

Una Conferenza Europea sulla Grecia per richiedere la cancellazione di buona parte del debito ( circa 330 miliardi , la maggioranza della cifra è in capo alla troika); indicizzazione del debito rimanente per metter mano a politiche di ripresa e crescita economica ; escludere dal patto di stabilità gli investimenti pubblici in economia ; una politica monetaria fondata sul Quantitative easing( “ Alleggerimento quantitativo”) cui sinora la BCE non ha voluto far ricorso , negando la possibilità di emissione di nuova moneta.

A seguire le politiche sociali , con un atto esemplare: la distribuzione di energia elettrica gratuita a 300mila famiglie a basso reddito ( l’ ultimo black out di protesta dei sindacati elettrici contro l’ aumento del prezzo della tariffa s’ è verificato ai primi del mese di luglio scorso) e sconti per gli acquisti di medicinali ; sostegno sociale e ripristino della 13ma mensilità ai pensionati , innalzamento del salario minimo da 586 a 751 euro al mese ed utilizzo di un fondo straordinario da destinare al lavoro per creare quote di occupazione perduta e nuova occupazione.

Ricordiamo che non piu’ tardi di un anno fa 11 multinazionali avevano chiesto- ed in parte ottenuto- forti riduzioni degli stipendi minimi di varie tipologie di lavoratori, cioè paghe da 250 euro al mese per contratti di lavoro a part-time e che attualmente la Grecia ha un tasso di disoccupazione del 27% con punte del 60% per le fasce giovanili.

Tsipras ha inoltro rivendicato la costituzione di una banca pubblica che realizzi politiche facilitative di credito ad artigiani, piccoli imprenditori , agricoltori , un piano di lotta contro l’ evasione e l’ elusione fiscale ( anche in Grecia qualche categoria “privilegiata” è di fatto esentata dal pagamento delle tasse) e parallelamente – cito dall’ articolo di Livini su Repubblica- “ un piano di rate per rimborsare i 68 miliardi di arretrato del governo con le imprese, assieme alla creazione di una bad bank per i prestiti in sofferenza”.

Da 5 a 12 mila euro verrebbe innalzato il tetto esentasse per tutelare le fasce piu’ deboli della popolazione.

Come si evince da una prima lettura sono solo misure che tentano di ripristinare un livello minimo di civiltà, di giustizia sociale che in questi anni s’ tremendamente abbassato in Grecia, per i guasti operati dalla troika,ma anche per la forza del ricatto tedesco, per le minacce criminali di KrisiAvgi, con le conseguenze , anche poco note che le misure dell’ austerità hanno prodotto:

l’ impatto sociale che le dottrine neolibersitte hanno avuto, ad esempio , sulla sanità si è tradotto in cifre drammatiche: sono aumentati i casi di infezioni da HIV(15 nel 2009, 484 nel 2012 per tagli alle politiche di contrasto e controllo medico del fenomeno),sono ricomparse la malaria , dopo 40 anni, e cresciuti i casi di tbc, molti farmaci sono inaccessibili per reiterato aumento di prezzi, i presidi medici nei territori periferici ( montagna, isole, etc) si sono diradati o vengono resi a singhiozzo, la copertura sociosanitaria è sì garantita per i lavoratori , ma la disoccupazione diffusa la rende inaccessibile a circa un milione di persone, sulla salute mentale è ancora peggio – tale materia è stata recentemente indagata dalla rivista britannica Lancet-in quanto moltissimi centri sono stati ridimensionati e/o chiusi, molti pazienti, anche bambini di fatto abbandonati a se stessi o alla cura delle famiglie, a seguire una crescita esponenziale di suicidi e tentati suicidi- un incremento del 36% tra il 2009 ed il 2011 per i secondi , del 45 % per i primi.

Del resto la popolazione a rischio povertà è cresciuta del 28,2% nel 2007 e del 30,4% nel 2011.

E’ esagerato dire che l’ austerità uccide?

Purtroppo no, ma come nel caso di Tsipras in Grecia, anche qui fra poco, avremo qualche difficoltà a poterlo dire .

L’ austerità uccide soprattutto anche la democrazia, non dovremmo dimenticarlo.

Marino Calcinari

16 settembre 2014

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