Auguri da “Il Manifesto in rete”

di circolomanifestotrieste

Confesso che ho pensato lungamente se e cosa scrivere in questo saluto di fine anno.

Quando malgrado gli sforzi e le iniziative, e l’Associazione nel 2014 non si è risparmiata, le cose continuano a ristagnare, ti pare che ogni azione sia priva di senso e di frutti.

Allora ti fermi e ti limiti a guardare quello che ti passa attorno.

Per fortuna, maledetti comunisti, siamo fatti di una pasta che non può smettere di lievitare, con una coscienza che non riesce ad essere sorda a quello che ci gira intorno, perennemente incazzati con questo mondo che sembra cambiare solo in peggio ma così innamorati di lui e dei suoi abitanti da non poter smettere di lottare.

Allora prendi un libro, un pezzo di passato, quel passato che i nuovisti vorrebbero cancellare, per cercare i fili da riannodare, per ripartire.

Non è una festa, perché incontri una speranza di rivoluzione che si è sciolta come neve al sole, compagne/i appesantiti come te. “Non sono depressa, sono stanca” scriveva Rossanda alcuni anni fa.

Eppure se “è senza senso vivere come si vive: più deprivati di potere che mai sul nostro destino, smarriti di fronte a noi stessi. Si patisce e si subisce.” (Rossanda) perché siamo così timidi e goffi anche solo nell’ipotizzare di riprenderci il cielo?

Avremmo forse bisogno di praticare un po’ più di radicalità nel nostro pensare e nel nostro agire, di stare oltre la linea gialla (quella tracciata sulle banchine ferroviarie), come ci consiglia una nostra compagna. Molti di noi hanno accumulato qualche annetto sulle spalle e forse sono diventati pantofolai, ma i giovani dove sono? Può il pensiero unico e la miseria della politica praticata negli ultimi 25 anni aver devastato intere generazioni? O siamo noi incapaci di vederli/sentirli?

Così senti, ancor più di prima, ancor più di allora, perché oggi anche le nostre “certezze” sono da ricostruire, il bisogno di un nuovo manifesto, nave pirata guidata ostinatamente in direzione contraria, in grado di aprire vistose falle nel bastimento del pensiero unico dominante e di indicare rotte per nuovi mondi; un manifesto di parte (Credo che vivere voglia dire essere partigiani – Gramsci).

Ci possiamo/vogliamo provare?

Un 2015 insieme e rigorosamente dalla parte del torto.

Mauro Chiodarelli

P.S.  per giovani e meno giovani questa canzone
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