“All’Ovest niente di nuovo”

di circolomanifestotrieste

 

Cari amici ed amiche,

Per ricordare l’inutile carneficina della Grande Guerra a cent’anni dal suo inizio, il circolo del cinema “Charlie Chaplin” che il prossimo 21 giugno festeggerà i 10 anni di attività, ha promosso un ciclo di film pacifisti tra i quali “All’Ovest niente di nuovo” di Lewis Milestone (USA 1930) in programma giovedì 27 marzo alle ore 20.30 nella Casa del Popolo di Sottolongera in via Masaccio 24. Il film è tratto dal romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque (1898 – 1970) “Im Westen nichts Neues”(1929) uscito per la prima volta in Italia già nel 1930 in pieno regime fascista grazie alla casa editrice Mondadori con il titolo “Niente di nuovo sul Fronte Occidentale”. Il film invece venne bloccato dalla censura fascista , ed il pubblico italiano potè vederlo appena nel 1956. Per documentarmi ho letto alcuni romanzi successivi dell’autore, tra cui “Ama il prossimo tuo” (1947) ed ho scoperto che con l’avvento del nazismo Erich Maria Remarque, il cui impegno pacifista non venne mai meno, dovette fuggire dalla Germania nel 1932 e peregrinare per lunghi anni da un paese all’altro perché allora le nazioni della vecchia Europa non concedevano diritto d’asilo ai profughi tedeschi. Questo voleva dire vivere sotto falso nome con l’incubo costante di essere denunciati ed espulsi, Niente lavoro fisso, e nessun posto sicuro dove dormire. Tutto era aleatorio e soggetto ai capricci del destino, Remarque descrive molto bene la sua situazione disperata simile a quella di migliaia di altri infelici in fuga dalla Germania perchè si erano opposti al regime hitleriano. Anche negli USA dove Remarque emigrò nel 1939 gli esuli tedeschi durante la seconda guerra mondiale erano guardati con sospetto, e le loro peripezie vengono raccontate con dovizia di particolari nel romanzo postumo “Ombre in Paradiso”(1971). Tutto questo per dire che gli errori del passato dovrebbero insegnare qualcosa alle generazioni future. E invece in Italia ancora oggi esiste la legge Bossi-Fini che vorrebbe chiudere le porte del nostro Paese in faccia a quanti fuggono da posti dove infuriano terribili guerre civili. Ora mi rendo conto che la nostra memoria storica è spaventosamente carente, e un popolo senza memoria non può avere futuro.

Saluti da Gianni Ursini – via Parini  4 – Trieste –

 “All’ Ovest niente di nuovo” di Lewis Milestone (titolo originale : “All Quiet on the Western Front”-  produzione Stati Uniti – Universal Pictures 1930 – produttore Carl Laemmle jr.) B/N – 131’  girato in tre versioni: inglese, francese e tedesco.  Soggetto:  Erich Maria Remarque ( dal suo romanzo “Niente di nuovo sul fronte occidentale”)  Sceneggiatura George Abbott e (non accreditato) Lewis Milestone  Maxwell Anderson, Del Andrews (adattamento) C. Gardner Sullivan: capo supervisione Walter Anthony: didascalie per la versione muta- Versione sonora :Wester Electric System Sound. Fotografia:Arthur Edeson, Karl Freund (non accreditato),Tony Gaudio (operatore, non accreditato)  Montaggio :Edgar Adams, Edward L. Cahn, Milton Carruth . Musiche: Sam Perry, Heinz Roemheld. Scenografia. Charles D. Hall e William R. Schmidt.

CAST: Louis Wolheim, Lew Ayres, Paolo Baümer, John Wray,  Arnold Lucy, Ben Alexander,

Scott Kolk, Owen Davis, jr., Walter Rogers, William Bakewell, Russel Gleason, Richard Alexander, Harold Goodwin, Slim Summerville,  G. Pat Collins, Beryl Mercer.

Ancora attuale e per nulla invecchiato, questo classico film antimilitarista, adattato dal romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque (1929) è una pietra miliare della storia del cinema innanzitutto per la vivida descrizione della tragedia della Grande Guerra  osservata dal punto di vista di un soldato tedesco, e poi per le spettacolari scene di battaglia tecnicamente innovative  e per l’uso intelligente del sonoro che allora era appena agli esordi. Rimane nella memoria la lunga sequenza dei soldati che escono dalle trincee e vengono  inesorabilmente falciati dalle mitragliatrici. Il film è una lancinante denuncia di ogni fanatico nazionalismo e militarismo. L’attore Lew Ayres, a quel tempo solo ventunenne, divenne una star internazionale per la sua meravigliosa interpretazione del giovane studente entusiasta di servire la patria, che viene successivamente deluso dall’inutilità e dall’orrore della guerra. Il primo piano finale della sua mano che cerca di toccare una farfalla, e poi si irrigidisce, trema e si abbandona nella morte quando  viene colpito da un cecchino, è un’immagine sbalorditiva ed impressionante che è degna di rimanere scolpita nella Storia del Cinema.  Carl Laemmle Jr. produttore del film“All’Ovest niente di nuovo “  ricevette il premio “Oscar” alla terza edizione dell’Academy Award for Best Picture- Il regista Lewis Milestone, che era pure veterano di guerra, ricevette il riconoscimento per la migliore regia. Stranamente i censori tedeschi lasciarono passare il film, almeno in un primo tempo, e questo nonostante le violente proteste dei  gruppi nazisti che arrivarono perfino a gettare topi bianchi in sala durante l’anteprima a Berlino. In Italia invece la pellicola fu subito bloccata dal regime fascista anche se il libro, scritto nel 1929, era stato regolarmente pubblicato da Mondadori nel 1930. Resta il fatto che nel nostro Paese il grosso pubblico potè vedere il film nella sale appena nel 1956, ben 11 anni dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, anche se prima c’erano state parecchie proiezioni clandestine. Le cause di un simile ritardo possono essere solo ipotizzate. Probabilmente un film dichiaratamente contro tutte le guerre non andava bene al PCI che in quegli anni esaltava l’eroismo della Resistenza Antifascista, e non piaceva neanche ai democristiani che lo giudicavano antipatriottico. Pure l’attore principale Lew Ayres ebbe la carriera rovinata per il suo impegno quale obiettore di coscienza nella vita reale, questo a dimostrare ancora una volta che la vita non è un film.  Il successo del libro e del film non portarono fortuna neanche allo scrittore Erich Maria Remarque, perchè con l’avvento al potere di Hitler egli dovette scappare dalla Germania e vagare per lunghi anni prima in tutta l’ Europa e poi negli Stati Uniti fino alla fine della seconda Guerra Mondiale, quando rientrò nel vecchio continente e si stabilì in Svizzera dove morì nel 1970, a 72 anni di età. Su queste amare esperienze egli scrisse parecchi altri libri, ma nessuno di essi ripetè il successo di “Niente di nuovo sul Fronte Occidentale”.

(Scheda informativa a cura di Gianni Ursini)

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