Sullo sciopero COOP

di circolomanifestotrieste

Alcune note sulla vicenda  COOP FVG

e la manifestazione di Trieste

Alcuni di noi, soci Coop e iscritti al PRC piu’ di un anno fa ci eravamo pronunciati sulla liceità delle Coop di continuare a praticare una politica che stava producendo deficit di bilancio e limitazioni di diritti ai lavoratori ed alle lavoratrici.

Perdipiu’ molti di noi , solo dalla stampa venivano a conoscenza, il giugno dell’ anno scorso,  ” che , oltre alle Coop anche altre società ad essa collegate erano coinvolte nella pesante crisi di bilancio che negli ultimi anni si era concretizzata con circa 18 milioni di utili in meno.

Per l’ esattezza: – 6,6 milioni di euro nel 2011,- 5,4 milioni nel 2010, -6,6 milioni nel 2009.

Apprendevamo inoltre che , nelle pieghe della vicenda  Dennis Visioli, già decaduto dal ruolo di Consigliere Coop  tre anni prima , iscritto e dirigente di Rifondazione Comunista,  inaspettatamente compariva come presidente di una società partecipata e controllata dalla Coop, insieme allo stesso Livio Marchetti attuale presidente delle Coop, e ad Augusto Seghene, già vicesindaco socialista di Trieste negli anni 90 , inquisito ed arrestato per mazzette nel 1993.

Che  il signor Per Paolo Della valle, direttore generale delle Coop ,  che oggi si lamenta per la presunta aggressività sindacale avendo CGIL, CISL UIL promosso ed organizzato uno sciopero contro i licenziamenti – a proposito lo sciopero è ancora un diritto costituzionale- risulta essere ( anche) consigliere della Srl Reparto 7, una società cui poco si confanno , a leggere le finalità della stessa ed i poteri dei consiglieri e degli amministratori, i valori della cooperazione.

Il perdurare e l’ aggravarsi di una già cronica situazione finanziaria di bilancio, se non è la sola causa all’ origine dei minacciati 79 licenziamenti , certo è una delle cause principali che fanno riflettere su cosa siano le Coop oggi.

I lavoratori con cui siamo stati in piazza stamane non hanno avuto dubbi nel sostenere che ormai le Coop non praticano piu’ politiche sociali, concetti mutualistici o solidaristici. Fanno profitti o almeno ci provano , ed applicano le leggi di mercato.

L’ esatto opposto di quello che facevano le Coop delle origini e che i lavoratori hanno ricordato su un volantino che distribuivano in Piazza Goldoni, luogo centrale della città e perciò accuratamente presidiata da vigili urbani e polizia .

Diceva il testo: “ Le Cooperative Operaie di Trieste Istria e Friuli sono nate nei primi anni del 900 per dare vita alla cooperazione tra poveri. Da questo principio parti’ l’ iniziativa di distribuire gli utili ai soci non unicamente in denaro ma al 50% con buoni che sarebbero stati utilizzati nuovamente in Cooperativa il tutto con lo scopo di non favorire spese superflue. Oggi sembra che non solo si sia perso il vecchio e sano spirito cooperativistico delle Coopeative operaie ma che per scelta commerciale l’ azienda decida di dimenticare la propria storia chiedendo di ribaltare tale senso che ha dato vita a quello che per ora è , come si usava dire, lo spaccio ancora oggi amato dai triestini.”

D’ altronde sono gli stessi vertici a sostenere tale linea di condotta , fino a respingere la doverosa e legittima trattativa sindacale a difesa dei lavoratori , una linea politica , quella delle Coop che , come riporta il quotidiano locale di sabato 21 dicembre, si concretizza con la dichiarata intenzione di  alleggerire il costo del lavoro, dunque stare piu’ dalla parte della Confindustria che da quella dei sindacati e dei lavoratori.

Dalla parte sociale cioè, aggiungiamo, da cui le stesse Coop sono nate e da cui solamente possono trarre legittimazione. Dal mondo del lavoro, non da quello della finanza, o del mercato, tanto per chiosare.

Vero è che oggi le Coop sono diventate un’ altra cosa e quelle del FVG non faranno la differenza, essendo  una piccola isola di un grande arcipelago che conta  43mila aziende cooperative, con  1milione e 300mila dipendenti, che le Coop sono  azioniste di controllo della grande Unipol, con dentro FONSAI  e sono azioniste in Banca MPS.

Nulla di strano se, sposando la logica della finanziarizzazione , si perdano i valori di fondo su cui la Cooperazione è nata e che l’ art.45 della Costituzione ricorda in modo esemplare: “ La repubblica riconosce la funzione sociale della Cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.”

Anche a questa deriva , oltre ai licenziamenti ed al deficit, si sono opposti i lavoratori e le lavoratrici che , organizzati dalla Filcams Cgil, dalla Fisascat Cisl e dalla Uiltucs hanno occupato stamattina Piazza Goldoni, giungendo in delegazione da Udine e da Pordenone, per spiegare alla persone , forse distratte e frettolose che passavano, il motivo della loro presenza, delle loro bandiere, e perchè fosse oggi quantomai  importante non rinunciare a capire chi veramente sia la maggior vittima di questa crisi, riflettere su chi stia pagando sulla propria pelle, il prezzo di politiche dissennate ed orientate a senso unico, contro il lavoro, l’ occupazione,la solidarietà.

Ora , come il voler indurre i lavoratori ad accettare buoni pasto invece del salario , l’ investire danaro e risorse dei soci per realizzare punti vendita perdurando una forte passività di bilancio,         ed in presenza di un acclarato calo dei consumi, vista la crisi, possano  dirsi in linea con le finalità ideali e sociali cui si richiama la nostra Costituzione, è ben difficile comprendere.

Cosi’ come non comprendiamo, tanto per non voler restare sul generico quali utilità abbiano le collegate o partecipate Triestine di Coop ovvero la “Grandi Iniziative Spa”, la “Reparto7 srl”, la Cotif Immobiliare srl” , la ConitCoop, la “Tresmontes srl”, la “Folium srl” cui prima abbiamo accennato.Il signor Marchetti vuole spiegarcene la ragione?

Ed a quale titolo, con quali meriti, logiche, competenze, dinamiche sono stati individuati manager , responsabili e personale della Spa e srl citate? Con quali mansioni e soprattutto onorari e o retribuzioni? Tutto lavoro volontario?

Ma se è così, in questi tempi di corruttela dei costumi, di illeciti e ruberie, tale fatto andrebbe illustrato , e rivendicato con orgoglio il ruolo propositivo e socialmente utile della cooperazione che si schiera per calmierare i prezzi, per difendere e fare buona occupazione, garantire solidarietà e sostegno  ai soci ed alla cittadinanza in un momento cosi’ cruciale della crisi economica che stringe il paese.

Chiediamo quindi  all’ attuale dirigenza delle Coop di soprassedere ai licenziamenti e di procedere semmai ad una operazione di trasparenza , a fare luce su tutto quanta riguarda gli attuali criteri gestionali vigenti,e nel caso di redistribuzione di risorse  esistenti oggi in Coop , di illuminarci su come siano stati spesi, ad esempio i 258mila euro di capitale sociale della “Grandi Iniziative Spa” , anche per consentire ai soci Coop, e poi ai cittadini e piu’ in generale all’ opinione pubblica, di capire  perchè oggi si vogliano ridurre stipendi e licenziare i lavoratori!

Dal nostro punto di vista riteniamo che non debbano essere i lavoratori a pagare la cattiva gestione della Coop , se solo di questo si tratta , né che si possa addirittura nascondersi dietro le loro spalle adducendo pretestuosamente il costo del lavoro, che sarebbe troppo alto (!)

Oggi a Trieste si è svolto il primo sciopero regionale contro il managemente delle Coop, ma crediamo che non sarà destinato a rimanere un fatto isolato,  se le politiche delle Coop non  dovessero cambiare  rotta, se i vertici del management non faranno autocritica e marcia indietro sui licenziamenti , se  dirigenti, amministratori e consiglieri , ovunque collocati in Area Coop, non dovessero dare  spiegazioni sulle loro scelte di gestione operativa ed economica, e se, infine,  in assenza di un piano credibile di rientro dal deficit  dovessero insistere a riproporre soluzioni punitive , contro il reddito e la dignità dei lavoratori.

Per risolvere il problema del passivo di bilancio, infine, ricordiamo quanto fecero i padri fondatori al manifestarsi della primi crisi tra il 1903 ed il 1904 : i membri della dirigenza ed i compagni piu’ abbienti,  colmarono il deficit autotassandosi ,  e c’ era allora un Comitato di Sorveglianza , severo ed intansigente che vigilava su tutto.

Ma forse oggi questa soluzione è improponibile non perchè antica ma perchè troppo lineare, logica , onesta . E soprattutto di sinistra.

Marino Calcinari

già coordinatore PRC Trieste

Trieste, 21 dicembre 2013

Le Coop sei tu? Ormai non più

Una pubblicità di alcuni anni fa aveva come slogan „Le Coop sei tu“. Visto quanto sta accadendo in questi giorni con la presa di posizione dei vertici delle Cooperative Operaie e l’apertura odierna dei negozi nonostante lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil, possiamo tranquillamente riscrivere quello slogan aggiungendovi una frase: „Le Coop sei tu? Ormai non più“.

Come succede spesso anche alle Coop sono i lavoratori a dover pagare le scelte strategiche sbagliate dei vertici. Anni e anni di bilanci in rosso sono la dimostrazione che nelle Cooperative Operaie di Trieste c’è qualcosa che non funziona e per tali errori sono a rischio ben 78 posti di lavoro.

Spiace anche aggiungere che i vertici aziendali hanno declinato o non si sono nemmeno degnati di rispondere ad una doppia richiesta di audizione in Commissione Capigruppo.

Pertanto, da parte nostra, piena solidarietà ai lavoratori delle Cooperative Operaie che sono scesi oggi in piazza per esprimere il loro disappunto per quanto sta accadendo nella loro azienda.

I consiglieri comunali

Iztok Furlanič e Marino Andolina – Federazione della Sinistra

Marino Sossi – Sinistra Ecologia Libertà

Coop2013 2 coop2013 1 Coop2013 5 Coop2013 3 001

Annunci