Sintesi dell’assemblea

di circolomanifestotrieste

 

Sintesi della riunione in via Tarabochia giovedì 13 giugno

Sul tema: “ Dopo l’ Altersummit di Atene . Proposte ed idee contro la crisi. Una riflessione a sinistra.”

La riunione del 13 giugnoè stata interessante, e certamente utile per piu’ motivi.

Che qui sommariamente elenchiamo.

Il primo dato era quello dell’ eterogeneità, di età, genere, collocazione politica, impegno politico/sociale, etc, dei presenti; il secondo quello dell’ ordine dei lavori.

Che non rispettava una gerarchia di importanza dei contenuti, ma si sforzava di sviluppare un dibattito intorno ad essi.

Infine tante domande, non su un generico che fare, anche se consolati dal fatto che c’è a Roma chi ha le idee ancora piu’ confuse o arretrate delle nostre…

Sicuramente ci si è chiesti come sia possibile oggi , dopola crisi del PD , il dimezzamento della partecipazione alle elezioni comunali, il governo di larghe intese, etc, riorganizzare il campo della sinistra e dell’ alternativa senza scadere o cedere ai populismi da una parte, o alla logica bipolare dell’ alternanza. cioè della rassegnazione conformistica , dall’ altro

( sull’ incipit vedi gli appunti della relazione introduttiva)

Alla riunione hanno partecipato tra gli altri Giacomo Candotto del Circolo del Manifesto, Lino Santoro di Legambiente, Danilo Mezgec del Comitato QuorumZero / Più Democrazia, Tiziana Cimolino del Comitato Referendum Acqua Bene Comune, Alessandro Capuzzo del Tavolo della Pace di Trieste.

E’ stata concorde l’ opinione che si debba creare una rete dei movimenti e delle associazioni di sinistra, della pace, ambientaliste e progressiste, e che tale sia stato proprio lo spirito che ha animato la due giorni di Atene , l’ Altersummit contro la Troika e per un’ altra Europa che ha raccolto l’ adesione di oltre 400 associazioni politiche, culturali e sindacali, e che si misurerà , da qui alle prossime elezioni del Parlamento europeo , contro le politiche di austerità che stanno distruggendo il welfare,i diritti e la dignità dei lavoratori e delle masse popolari del Continente.

Stranamente spesso l’ eco delle tantissime proteste sociali non giunge a nostra conoscenza perchè censurato dai media, oscurato da altre notizie, comunque derubricato dopo le notizie “ufficiali” della nomenclatura neoliberista che comanda a Bruxelles e che controlla l’ operato dei vari governi nazionali.

Dovremo farci sentire, ma cio’ sarà possibile solo se riusciremo a dar maggior forza alle nostre ragioni ed alle nostre rivendicazioni .

Siamo consapevoli infatti che solo su questa falsariga è oggi possibile muoverci( vedi comunque sull’argomento la Piattaforma dell’ AlterSummit), anche qui, nella nostra realtà.

Lo sciopero del settore trasporti pubblici, a Trieste ed in regione, ad esempio, rientra nella casistica che stiamo esaminando.

Se però vogliamo evitare di fare un lavoro puramente riflessivo o di analisi, serve innazitutto la conoscenza concreta dei problemi, servono momenti di incontro , ad esempio, con il mondo del lavoro e della produzione.

Nel suo intervento Lino Santoro ha evidenziato lo stretto legame ambiente/produzione/lavoro che colpisce, negativamente la salute,i diritti,la dignità dei lavoratori e dei cittadini e dei cittadini/lavoratori, ha citato il caso paradigmatico di Taranto, dove comunque la dirigenza della fabbrica è stata messa sotto accusa, mentre qui a Trieste Lucchini ancora comanda e l’ ex direttore inquisito per inquinamento ha avuto l’ incarico di una consulenza milionaria per vendere la fabbrica!

Due casi di cosiddetta “industria di rapina”, fabbriche aquisite a basso prezzo grazie alle svendite/privatizzazioni degli anni 90, ed ora decotte, senza innovazione ne’ futuro.

Perchè non si incontrano gli operai della Ferriera, per parlare loro di una alternativa che non sia quella della disoccupazione o della riproposizione dello stesso modello di sviluppo?

Noi dovremmo smascherare lo pseudo conflitto ambiente /lavoro per evidenziare come sia il capitalismo nella sua versione neoliberista a confliggere con entrambi!

La stessa lettura della realtà vale per il futuro del Porto, nella consapevolezza che in presenza di rigassificatori o attività speculative, non ne verremo mai a capo. Ma su tutti questi , ed altri argomenti, è necessario sviluppare una riflessione comune, tra partiti , sindacati, comitati di cittadini, associazioni, etc.

Sugli strumenti da impiegare, risorse, idee ed occasioni non mancano.

L’ intervento di Danilo Mezgec ha evidenziato la necessità di agire ancora sulla democrazia diretta, peraltro possibilità prevista dalla nostra Costituzione, nell’ art.75, ma in modo piu’ esplicito ed innovativo, ad esempio, modificando il quorum, prevedendo la possibilità di referendum propositivi, sulla falsariga di quanto accade in Svizzera( vedi testo dell’ intervento scritto); e’ vero che poi debba essere modificata la legge elettorale, ma cio’ non puo’ avvenire se non c’ è un recupero di democrazia nella società, se il potere viene gestito in maniera proprietaria ed esclusivista dal ceto politico.

Dunque piu’ partecipazione e possibilità per i cittadini di essere soggetti attivi e non elementi da sondaggio o elettorato “attivo” solo una volta ogni cinque anni.

Sul tema della pace , e dunque il rifiuto della guerra, il NO alle politiche di riarmo o di sostegno a missioni belliche come in Afghanistan, Alessandro Capuzzo è stato categorico, ma non basta dire NO agli F35 se poi a livello locale non ci si attrezza contro le ingiustizie e le contraddizioni che conosciamo, dalla base USA di Aviano con le bombe H ancora stipate nei bunker sotterranei, il porto di Trieste che accoglie navi con propulsione atomica, il lascito della guerra fredda, con le servitù militari, e poi oltre i nostri confini, gli strascichi di una lunga e sanguinosa guerra civile interetnica.

Ed ora scoppia la rabbia popolare in Turchia , i giovani, e non solo essi, che si ribellano ad Erdogan mentre continua la guerra civile in Siria( è vera ribellione o che altro?) ; sicuramente non si vede la fine di quella lunga guerra al terrore scatenata da Bush dopo il crollo delle Twintowers.

Dunque serve piu’ che mai un Movimento per la Pace che faccia propria la lotta contro la guerra infinita e che Trieste vi contribuisca, per i temi che essa conosce attraverso la sua stessa storia ( Vedi documento suo tempo inviato alla Provincia).

Sicuramente c’è bisogno di un cambio di passo.

Ricorda Tiziana Cimolino che due anni fa un grande risultato abbiamo pure portato a casa, anzi “ abbiamo vinto” !, l’ Italia progressista s’ era pronunciata attraverso i referendum,sull’ acqua bene comune da sottrarre al profitto privato, dunque per una ripubblicizzazione non solo di quel servizio, ma estensivamente anche degli altri inseriti sul mercato e divenuti fattori di speculazione e lucro per lobbies affaristiche,ma quell’ esito non è bastato!.

Ora protestare non basta . Nel mentre si ribadisce l’ importanza della “obbedienza civile” cioe’ di pagare il dovuto ma epurato del 7% , a livello individuale , è necessario sviluppare una campagna campagna di massa per far valere il risultato politico conseguito.

Questa lotta, come altre che le somigliano e che parlano il linguaggio della civiltà e della democrazia contro il mercato ed il potere finanziario, ha bisogno poi di una dimensione europea per cui– segnala Tiziana- c’è la Iniziativa Cittadini Europei : si stanno infatti raccogliendo un milione di firme per chiedere alla CE un regolamento esigibile per l’ Acqua Bene Comune.

Su una ipotesi di superamento della dicotomia Stato/mercato stanno inoltre lavorando ormai molte realtà, ancheq uelle che erano a Atene, noi dobbiamo stare con loro, ma soprattutto dobbiamo fare lavoro di massa, a contatto con la gente, portando i tavolini, i volantini, etc.

Educazione politica ed educazione ambientale si legano , impegnarsi nel Comitato consultivo ATO per avere contezza dell’ argomento e poi anche lavorare su gli Orti comuni, avendo pratiche di vita solidaristiche ed ecologicamente corrette sono fatti positivi.

Se questo nostro impegno potesse tradursi in continuità di iniziative contro la crisi e la deriva di civiltà che essa si trascina dietro, sarebbe positivo.

Il quadro generale resta preoccupante,

La disoccupazione di massa, l’ impoverimento generale di sempre piu’ vasti settori sociali non minaccia solo la qualità di vita di milioni di persone, ipotecandone il futuro sotto la spada di Damocle del debito , ma intacca la democrazia e la coesione sociale, e dalla disgregazione , con al paura emergono nuovi e piu’ atroci spettri di populismo e fondamentalismi localistici. (vedi documento su Disoccupazione e lavoro)

Anche contro queste derive serve una risposta, di sinistra certo, ma qualificata su alcune idee forza, piena occupazione, reddito di cittadinanza,riconversione ecologica dell’ economia, lotta alla precarietà, etc., che indagheremo ancora, ma soprattutto dobbiamo riprendere un dialogo individuale e collettivo, un confronto sinistra senza settarismi, oltre la frammentazione e contro la logica del separatismo autoreferenziale che troppe volte ha già fatto perdere la sinistra e i movimenti.

Vogliamo guardare avanti e trovare ancora di piu’ le ragioni con cui vincere questa battaglia.

Marino Calcinari

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