Intervento di D.Mezgec

di circolomanifestotrieste

 

Democrazia e partecipazione

“La libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione” (G. Gaber)

E’ innegabile che il “sistema Italia” (come altre realtà fortemente interconnesse tra loro in una dinamica di effettiva globalizzazione) sia ormai in totale stallo e stia precipitando verso un baratro. Tale stallo non è imputabile solamente al fallimento di un sistema economico ma sopratutto al fallimento dell’operato degli amministratori eletti. Anzi, ad essere più precisi al fallimento del sistema in cui operano i nostri amministratori.

L’Italia è oggi governata da un sistema politico esclusivamente rappresentativo e questo pone dei limiti troppo stringenti alla gestione della res pubblica. I limiti di questa vetusta forma di governo sono ormai diventati palesi. E’ evidente l’impossibilità del Parlamento di normare in merito a questioni considerate “troppo delicate” come la legge elettorale, il finanziamento dei partiti, l’eutanasia legale, la posizione dell’Italia sulla legalità del debito pubblico, la posizione sull’austerity imposta, il matrimonio tra coppie omosessuali, il problema delle carceri e della giustizia, l’inefficienza della Pubblica Aministrazione, le modifiche costituzionali arbitrarie, ecc… L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.

Cosa blocca il nostro organo di governo dall’esercitare in forma “supportata dalla popolazione” il potere legislativo? Cosa ha causato questa scissione tra “potere e base”? I problemi principali sono l’esclusività e l’eccessivo accentramento del potere. Queste costringono l’eletto nella posizione di non poter operare una determinata scelta a causa di ricatti de facto che subisce quotidianamente. Un eletto che si discostasse dalla “linea comune” verrebbe rapidamente eliminato politicamente e sarebbe quindi messo nella condizione di non poter più nuocere alla casta. Nessun eletto può quindi risolvere lo stallo italiano.

Quale soluzione quindi per uscire dalla crisi? Contrariamente a quanto si pensi non c’è il bisogno di inventare nulla, è sufficiente copiare i sistemi attuati di altre nazioni, adattandoli laddove necessario. Un ottimo esempio è il sistema di democrazia diretta applicato in Svizzera fin dal 1848 (quando la Svizzera era una comunità rurale in cui si parlavano 4 lingue e il livello culturale era piuttosto basso). Questo sistema prevede oggi un Parlamento (come in Italia) che norma (come in Italia) ma sotto la stretta vigilanza della popolazione. Sono ben 4 gli strumenti che permettono il controllo dell’operato degli eletti da parte dei cittadini adottati a livello federale:

  • Referendum obbligatorio (sulle modifiche costituzionali e finanziarie);

  • Referendum facoltativo (su tutte le proposte di legge di qualsiasi natura);

  • Iniziativa Popolare Costituzionale (per modificare la Costituzione su proposta dei cittadini);

  • Iniziativa Popolare Generale (per dare reale potere normativo alla popolazione anche scavalcando il Parlamento).

L’unico tema su cui in Svizzera i cittadini non possono proporre un’iniziativa referendaria sono i diritti internazionali dell’uomo, su tutto il resto i cittadini possono, se lo ritengono necessario, ergersi allo stesso livello del Parlamento.

Questa situazione ha creato in Svizzera le condizioni per cui è lo stesso Parlamento che interroga più volte i cittadini, con varie modalità, per evitare di urtarne eccessivamente la sensibilità. In Svizzera situazioni di attrito tra classe dirigente politica e popolazione sono impossibili, proprio perché è la stessa popolazione a trovare soluzioni per rimuovere gli ostacoli, a proporle e a renderle legge.

Se i cittadini Italiani avessero avuto questa opportunità è certo che oggi migliaia di aziende strozzate da una sempre crescente burocrazia e costituzione di balzelli sarebbero ancora aperte, l’evasione fiscale basata sull’idea dell’applicazione di tasse ingiuste e inique sarebbe nulla, i conflitti sociali tra credenti e laici sarebbero ininfluenti e sopratutto non ci sarebbe mai stata una gestione criminale della res pubblica che ha portato alla disfatta – sociale prima che economica – del nostro paese.

Danilo Mezgec

Comitato Quorum Zero Più Democrazia

Hangout: mezgec.danilo@gmail.com

Skype: danilo.mezgec

345-1803079

Per informazioni sulle forme di democrazia diretta esistenti nel mondo: www.paolomichelotto.it

 

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