Scheda storica sul Venezuela

di circolomanifestotrieste

Bolivar

Simon Bolivar, sul cavallo bianco, restituisce la bandiera spagnola dopo la vittoria di Carabobo.

 

 

Venezuela . Scheda storica.

 

 

Antefatti.

Alla fine del XVIII secolo il subcontinente americano era diviso in tre sfere d’ influenza , assoggettate alle potenze coloniali europee: la Spagna controllava il Vicereame della Nuova Granada, quello del Peru’, del Rio della Plata e della Capitanìa del Venezuela , il Portogallo possedeva il Brasile e vi erano significative presenze francesi, inglesi ed olandesi.

Dopo la guerra d’ indipendenza nordamericana ed ancor piu’ dopo la rivoluzione francese, quel quadro geopolitico si frantumò con simultanea immediatezza.

Ispirati da idee ed ideali, illuministi e rivoluzionari, in cui trovavano giustificazione e si proiettavano secolari aneliti di riscatto nazionale, di progresso sociale e libertà civili , le rivolte esplosero ovunque , sembrandosi cosi’ esemplarmente ricollegare a quelle dei “ comuneros” che nel 1764 in Argentina e nel 1780 in Colombia erano giunte , con anticipo sui tempi, a rivendicare, contro il dispotismo coloniale e le arcaiche strutture sociali delle encomiendas, la sovranità popolare e la partecipazione al governo della cosa pubblica.

La resistenza indios, creola, meticcia, nera delle popolazioni sudamericane aveva insomma già allora nel suo dna, le precondizioni ideologiche e concettuali che dall’ altra parte dell’ Oceano stavano modificando radicalmente l’ egemonia aristocratica, nobiliare e controriformista delle classi dominanti , ed essa potè attingere ancora motivazioni sia dal radicamento della sua legittima rivendicazione , sia dal contributo che ad essa vi apportarono personaggi come Jose’ de Antequera e Fernando de Mompo, teorici di quel movimento, e poi sopratutto Josè Gabriel Condorcanqui , un eroico capo militare che la memoria popolare ricorda ancor oggi con l’ appellativo di Tupac Amaru II.

Da Haiti al Peru’ rivolte ed insorgenze popolari crebbero sino a culminare in guerra aperta contro l’ asserito diritto delle potenze europee a dominare su e contro i popoli dell’ America Latina, e in un arco di tempo brevissimo queste lotte misero fine al colonialismo ed alla dominazione europea.

 

Lotte di liberazione ed ingerenze USA.

Vi sono alcune tappe significative, ma non c’è dubbio che il primo paese a dichiarare la propria indipendenza dalla Spagna sia stato il Venezuela: la dichiarazione d’ Indipendenza è del 5 luglio 1811, la nascita dello stato venezuelano venne proclamata nel febbraio 1819.

Allora chiamato Grande Colombia , quell’ esperienza statuale ebbe vita effimera, sciogliendosi nel 1830, non tanto per i particolarismi nazionalistici delle borghesie degli altri stati contermini, quanto a causa delle ingerenze e dell’ avversione degli Stati Uniti a quel disegno .

Ispirati dalla dottrina Monroe (1823) e successivamente dalla “Teoria del destino manifesto” (1848) gli USA praticarono senza soluzione di continuità la piu’ spietata ingerenza nelle vicende politiche dell’ America Latina.

Howard Zinn(1922-2010), già professore emerito della Boston University così si espresse al riguardo: “Lungo tutta la loro storia gli Stati Uniti non hanno mai usato il loro apparato militare per scopi morali ma sempre e solo per estendere il loro potere politico, economico e militare…Gli Stati Uniti si presentavano come i depositari del “diritto divino” di portare la benedizione della democrazia ai popoli “ arretrati” se necessario anche facendo ricorso alla forza”.

E se il massacro di Wounded Knee sanci’ il dominio della borghesia WASP sul continente nordamericano (1890), la politica espansionista, iniziata con la guerra al Messico nel 1848 evolse ben presto nel panamericanismo teorizzato da James Blaine e ratificato a Washington dalla prima conferenza panamericana (1889), quasi a voler dare legittimazione postuma a due interventi militari in Nicaragua (1853-1854, poi 1894), ad uno sbarco di marines a Buenos Aires (1853) ed ancora in Uruguay nel 1855.

In realtà attraverso il cosiddetto panamericanismo , gli USA tentavano di imporre una unione doganale , da essi gestita e controllata che facilitasse di fatto l’ ingresso della loro produzione nel vasto mercato dell’ America Latina.

E se quel tentativo fu fatto, non senza forzature , per l’ imperizia e la protervia con cui venne proposto , ( allora) non passo’.

Da quel momento , però, considerate inutili le vie diplomatiche e democratiche , gli USA dovettero risolversad esperire altre vie ; così passarono direttamente alla guerra d’ aggressione, bene o mal dissimulata che fosse.

Casualmente il primo paese che esperimento’ la prassi interventista del nascente imperialismo a stelle e strisce fu proprio il Venezuela nel 1895 , allorquando gli USA si intromisero tra il governo di Caracas e la Gran Bretagna per una questione di confini con la Guyana inglese. Gli Usa , strumentalmente celandosi dietro l’ alibi di voler difendere il Venezuela, non solo giunsero a minacciare di guerra la Regina Vittoria ,ma con la famigerata nota Olney del 20 luglio esplicitamente manifestarono il loro punto di vista ed il vero interesse sulla questione della sovranità :”… gli Stati uniti sono oggi praticamente il potere sovrano di questo continente e l’ enunciato della loro volontà è legge per i soggetti tra i quali decidono di interporsi”.

Il seguito è noto : Il 1° maggio 1898 gli USA col pretesto di sostenere una rivolta popolare entrarono in guerra contro la Spagna “ per ragioni umanitarie” e in breve tempo divennero i padroni degli ultimi lembi dell’ Impero Spagnolo: Cuba, Portorico Filippine, e Guam; ed ancora: il 7 luglio 1898 un governo fantoccio chiese ed ottenne l’ annessione delle Hawaii, nel 1902 gli Usa entravano a Panama costringendo la Colombia prima a cedere il terreno su cui si sarebbe costruita la grande via di comunicazione tra l’ Atlantico ed il Pacifico, poi con una rivoluzione “pilotata” da Washington, costituendo quel lembo di territorio in Repubblica indipendente ma sotto il controllo delle sue truppe (1903)di fatto se ne impossessarono senza colpo ferire.

In meno di un decennio gli USA avevano gettato le basi della loro politica imperialistica . E l’ interventismo attivo – politico/diplomatico, militare, economico- in America Latina diveniva cosi’ una costante dela politica estera statunitense sino ai giorni nostri.

A quella politica le popolazioni si opposero con lotte eroiche e resistenze prolungate e coraggiose.

 

Il Venezuela dopo Bolivar.

Il Venezuela dopo Bolivar fu governato per un breve periodo da esponenti dell’ esercito , come Jose Antonio Paez (1830-1843) e Carlos Soublette (1843-1846), successivamente dall’ oligarchia , conservatrice e nostalgica , cui si opposero però da subito alcuni elementi liberali , in un crescendo di contrapposizione spesso violenta che nel 1858 degenerò in guerra civile , la cosiddetta “Guerra dei cinque anni” che si concluse con la vittoria di uno schieramento progressista e con la promulgazione di una nuova Carta Costituzionale , di ispirazione federalista che organizzò il paese in 20 stati rinominandolo “ Stati uniti del Venezuela”.

La modernizzazione del paese avviene tra il 1870 ed il 1890 ad opera di Antonio Guzman Blanco,che, non senza contrasti con i latifondisti del caffè ,realizza e fa approvare una Costituzione federalista.

Pressato e sostenuto dagli elementi popolari, pur governando in modo autoritario , fece affluire nel paese risorse e finanziamenti per sviluppare l’ agricoltura, l’ industria, e la costruzione di opere pubbliche e moderne infrastrutture.

Ma il suo atteggiarsi a caudillo, la propensione a ricercare l’ appoggio dell’ esercito alla lunga finiì per nuocergli , ed in piu’ aveva costituito un precedente pericoloso per l’ evoluzione democratica del paese.

Dopo di lui ,piu’ o meno sulla stessa falsariga si mossero Joaquin Crespo (1892), Cipriano Castro (1899) e infine Juan Vicente Gomez.

Costui però, diversamente dai suoi predecessori , stravolse dalle fondamenta l’ ispirazione federalista e liberale della repubblica sino allora osservata al fine di trasformare il Venezuela in una dittatura con connotazioni fascistiche ; perdipiù avvalendosi delle possibilità allora ottenute grazie alla scoperta del petrolio e di conseguenza dall’ insediamento delle attività di estrazione e raffinazione petrolifera.

Di fatto egli svendette il paese alle compagnie petrolifere inglesi e nordamericane, costruendosi una larga fortuna personale e distribuendo i dividendi , che l’ oro nero gli garantivano, all’ oligarchia latifondista e parassitaria che sosteneva il suo regime..

Quel periodo oscuro durò dal 1908 al 1935.

L’ anno successivo , alla sua morte , vi fu un risveglio della democrazia e nella seconda gerra mondiale il Venezuela fu a fianco delle forze antifasciste.

Nel dicembre 1947 si svolsero le prime elezioni a suffragio universale e la politica economica si modifico’ orientandosi all’ utilità sociale ed al miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Impauriti da questa deriva “socialista” nel novembre 1948 , elementi della destra attuarono un colpo di stato , abrogando la Costituzione democratica del 1947.

Questa volta l’ artefice del pronunciamento militare era un colonnello dell’ esercito, Marcos Perez Jimenez, che assunse i pieni poteri e restò al governo per oltre dieci anni.

Solamente nel 1958 una insurrezione popolare seguita ad uno sciopero generale riusci’ ad estrometterlo dal potere e le successive libere elezioni sancirono la vittoria dell’ esponente centrista e moderato Rodolfo Betancourt , che divenne presidente.

Ma ormai per tutta l’ America Latina , il tempo degli esperimenti politici ,riformisti o caudillisti, stava per finire, ed anche quello dell’ ingerenza USA aveva i giorni contati.

 

Dopo il 1959.

Quello che si verificò a Cuba tra il 1958 ed 1959 infatti, cambio’ il corso della storia nel subcontinente e se troppo tardi l’ amministrazione USA se ne avvide, mal interpretando le novità e le diversità di quella guerriglia popolare che aveva estromesso non solo un dittatore sanguinario e corrotto ma tutto il suo sitema di potere e , di più, tutti legami di asservimento e sudditanza che egli aveva fatto contrarre al suo paese, ancor peggio reagi’ ed in tal maniera suscitò reazioni e movimenti che perdurano tuttora.

In questa sede ci limitiamo a ricordare che a Caracas si svolse ,dal 1 al 28 marzo 1954 , la X Conferenza “ ordinaria” dell’ OSA ( Organizzazione degli Stati Americani, organismo creato a Chapultepec nel 1945 e che aveva sostituito la vecchia “Unione delle repubbliche Americane” sorta tra il 1890 ed il 1910) e che in quell’ occasione il segretario di stato USA , Foster Dulles aveva patrocinato e fatto votare una “ Dichiarazione per la conservazione dell’ integrità politica degli Stati americani contro le minacce del comunismo internazionale”.

E che successivamente gli USA ribadirono piu’ volte la necessità per i paesi dell’ America Latina di “ ammodernarsi” rimanendo a fianco degli altri paesi del “ mondo libero”. Ad esempio attraverso l’ Associazione LatinoAmericana di Libero Commercio” (febbraio 1960), la “ Alleanza per il Progresso” ( marzo, 1961),il “Mercato comune CentrAmericano”, etc.

Ormai , dopo l’ esempio di Cuba, tutte quegli espedienti erano armi spuntate. Gli USA dovettero cosi’ ricorrere alla forza militare, ai colpi di stato, alle repressioni sanguinose dei moti popolari contro il loro dominio.

In risposta alle ingerenze USA , mentre crescono le lotte popolari ed i movimenti di liberazione contro l’ asservimento delle borghesie nazionali agli USA, laddove è possibile gli Stati si organizzano: cosi’ ad esempio il Venezuela assieme a Cile, Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia, concorse a formare nell’ agosto 1966 una Unione Doganale sovranazionale e nell’ ottobre 1975, quando il Venezuela per primo nazionalizzò la propria industria petrolifera , a Panama si formava una Comunità Economica , cui aderì la quasi totalità dei paesi latinoamericani per elaborare e promuovere piani e programmi di sviluppo per tutto il subcontinente

In Venezuela , in opposizione alle politiche filoamericane del Partito AD ( Alleanza Democratica)si era costituito nel 1960 il MIR, Movimento della sinistra rivoluzionaria , che poi confluì nella guerriglia sostenuta dai comunisti , volendo emulare , ma con scarso seguito ,l’ esempio cubano. Nel 1966 il governo di AD riuscì bensì a sventare un golpe di estrema destra, e nel 1969 il Partito cristiano sociale , vincendo le elezioni, poté varare un minimo programma di riforme e di nazionalizzazioni, cui sopra s’ è accennato e che oltre al petrolio interessarono anche l’ acciaio,e con risorse da destinare allo stato sociale, allora inesistente.

Dieci anni dopo, con il primo dispiegarsi delle politiche neoliberiste reganiane , tutto venne cancellato.

L’ AD tornato al potere, ( elezioni 1983) non riuscì a contenere gli effetti della svolta neoliberista e il crollo sul mercato mondiale dei prezzi del petrolio(1986) portò a pesantissimi tagli del welfare. Nel 1988 e nel 1989 non si contarono le rivolte popolari nel paese, i morti nelle piazze, la fame e la miseria che dilagarono nel paese.

In questo clima , di crescente impoverimeno delle masse popolari, con la democrazia a stelle e strisce e governi corrotti, subalterni o succubi agli Usa ed al FMI, un giovane Chavez iniziava il percorso politico che lo avrebbe portato dopo dieci anni alla guida del paese.

 

(M.C.)

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