Il passato e il futuro del “Manifesto”

di circolomanifestotrieste

  • 28 aprile 1971 nasce la Coop editrice il manifesto scrl, con inclusa la proprietà della testata “il manifesto”
  • 1994 viene costituitalaManifesto SpA, a cui viene affidata la proprietà della testata, con capitale così suddiviso: 78% di proprietà della Coop Editrice scrl (valore conferito mediante l’apporto della testata) e il 22% di proprietà diffusa (raccolta azioni tra singoli lettori/Coop/Cgil/ass.ni, effettivamente versati); da questo momento la testata è di proprietà della SpA a cui la Coop Editrice il manifesto scrl riconosce un affitto per l’utilizzo della stessa
  • la situazione economica del giornale – costantemente critica, malgrado il finaziamento pubblico e le reiterate campagne di raccolta fondi – si aggrava al punto che il 3 febbraio 2012 la Coop Editrice viene posta in liquidazione coatta amministrativa: da quella data, tre liquidatori nominati dal Governo subentrano nella gestione della coop editrice e del pacchetto azionario del 78% della Manifesto SpA; la pubblicazione del giornale prosegue in via straordinaria fino al termine della liquidazione, e quindi di ogni attività, fissata per il 31/12/2012, se non interverranno fatti nuovi
  • dal 01 gennaio 2013 i giornalisti e i poligrafici che intendono proseguire l’attività devono costituire una nuova Cooperativa Editrice, nei limiti imposti dalla nuova legge sull’editoria per poter usufruire del finanziamento pubblico
  • alla scadenza i liquidatori metteranno in vendita il 78% della Manifesto SpA, e conseguentemente il controllo della testata “il manifesto”. A tal fine, entro dicembre 2012 è stato convocato il C.d.A. che approverà la riduzione del valore del capitale sociale a 5 milioni di euro; successivamente i liquidatori metteranno sul mercato il 78% di questa cifra, riservandosi eventualmente di abbassare ancora, durante le trattative, il valore del capitale sociale. I soldi realizzati serviranno per pagare i debiti residui della Coop, in primis il Tfr. La nuova proprietà deciderà se affidare in affitto la testata alla nuova Coop, oppure se gestirla in autonomia
  • si ha notizia, non confermata, di una proposta, già presentata ai liquidatori, di un imprenditore privato attivo nel mondo editoriale, che vanta anche dei crediti dalla vecchia Coop editrice, e che sembra prometta di affidare la gestione della testata alla nuova Coop editrice
  • Il 7 luglio 2012 i Circoli del Manifesto hanno lanciato la proposta di costituzione di una cooperativa editoriale per acquisire la proprietà collettiva della testata dalla Manifesto SpA. Questa Coop – la cui unica ed esclusiva attività sarebbe di dare in affitto la testata – sarebbe composta da soci lettori e dai collaboratori e dipendenti (giornalisti e poligrafici) della nuova cooperativa editrice. Elaborata nel mese di luglio, la bozza di statuto della cooperativa a proprietà collettiva è stata presentata all’assemblea nazionale di Pietrasanta il 13/8/12 ed inviata alla redazione del giornale, affinché, se d’accordo, s’iniziasse da subito la raccolta adesioni per l’acquisto delle quote. Proposta che non ha ricevuto alcune risposta formale
  •  il 4 novembre 2012 l’assemblea di Roma – che ha visto la partecipazione  di  redazione, collaboratori, sostenitori e circoli – approva a larghissima maggioranza la costituzione di un comitato incaricato di dar vita alla Cooperativa editoriale: malgrado ciò, a tutt’oggi manca da parte dell’attuale redazione, qualsiasi dichiarazione di disponibilità a partecipare a questo progetto, come è chiaro dall’assenza sulle pagine del  giornale di qualsiasi riferimento all’avvio di una campagna di raccolta fondi e alla stessa proposta dei circoli
  • con la pubblicazione domenica 2 dicembre dell’avviso dei liquidatori a “presentare proposte vincolanti” è iniziata la fase di messa in vendita della testata, alla quale possono partecipare tutti coloro che hanno interesse all’acquisto, impegnandosi formalmente a farlo.

Questo è il passato, un passato di incertezze economiche e di crisi cicliche, ogni volta superate, temporaneamente, col ricorso a raccolte straordinarie di fondi tra i lettori e i sostenitori (dalla nascita del giornale ad oggi 18 milioni di Euro!)

Per voltare pagina, i Circoli propongono una proprietà collettiva in forma cooperativa perché:

  • è la sola garanzia di indipendenza e autonomia del giornale dal condizionamento di interessi privati: il Manifesto deve restare un giornale senza padroni!
  • è la condizione di un rapporto chiaro e responsabile tra chi fa il giornale e la rete dei lettori e dei sostenitori
  • è il requisito necessario di un progetto collettivo di rilancio politico ed editoriale in grado di riconquistare al Manifesto prestigio e lettori
  • è la sola forma di proprietà coerente con un giornale comunista, soggetto politico dell’informazione, per l’unità delle forze di sinistra anticapitaliste e antiliberiste, con uno sguardo ampio sul mondo globale e locale, che proietti alle nuove generazioni i valori dell’uguaglianza, della libera espressione delle differenze e del pensiero critico.
  • È un giornale che sappia interpretare la realtà e contribuire alla formazione di un pensiero politico per la sinistra

Infine, per tutte queste ragioni, dopo un lungo periodo d’impegno per sostenere il giornale in difficoltà, dopo innumerevoli tentativi di aprire un ampio dibattito sul futuro economico e politico del giornale, abbiamo perso ogni fiducia nell’attuale direzione del manifesto che ha opposto, ad ogni sollecitazione, solo silenzio e insensibilità, con la quale non cercheremo ulteriore confronto.

il circolo di Bologna

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